ALL THAT REMAINS – Never Give Up

La vita sa essere beffarda e se è vero che gli All That Remains dando alle stampe il controverso “Madness” avevano preso una china difficilmente raddrizzabile con la pubblicazione di “Victim Of The New Disease” la band del Massachusetts aveva dato una decisa sferzata ad una situazione stagnante con il miglior materiale composto da molti anni a questa parte. L’improvvisa morte del chitarrista fondatore Oli Herbert ha gettato nello sconforto i fans della band che dal canto suo ha invece reagito con forza e decisione dichiarando di voler continuare proprio in memoria del prematuramente scomparso chitarrista. Abbiamo contattato telefonicamente il chitarrista Mike Martin trovando una persona sicuramente scossa da quanto successo ma fermamente decisa a onorare la memoria del suo compagno dando il meglio di se con gli All That Remains.

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Ciao Mike, per prima cosa vogliamo farti le condoglianze e ringraziarti per aver trovato il tempo per parlare con noi.
(Mike) Grazie a voi, è importante oggi più che mai andare avanti e onorare la memoria di Oli.

Parlami del nuovo album “Victim Of The New Disease”, che ha ricevuto ottime recensioni dalla stampa ed è stato accolto favorevolmente anche dai vostri fans.
(Mike) Sì abbiamo ottenuto ottimi responsi fino ad ora. Dire che siamo contenti di questa reazione ovviamente adesso suona male, però siamo soddisfatti del fatto che il nostro duro lavoro sia stato apprezzato.

Soprattutto perché la pubblicazione di “Madness” ha creato una sorta di shock nei vostri fans di lunga data…
(Mike) Lo shock è stato anche nostro (ride ndA).

Ascoltando “Victim Of The New Disease” più volte ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte proprio a una versione migliorata e più calibrata di “Madness”, sei d’accordo?
(Mike) Probabilmente “Victim..” è l’album che dovevamo pubblicare al posto di “Madness”, ma non perché rinneghi quell’album ma semplicemente perché non penso sia uscito esattamente come nelle nostre intenzioni. Ci eravamo lasciati andare con troppa post-produzione, non abbiamo colto l’essenza di quello che sono gli All That Remains e abbiamo sperimentato fin troppo. “Victim..” è figlio di quelle esperienze ma è più essenziale, diretto, in un certo senso “rispettoso” del passato della band ma con quella nota di sperimentazione che volevamo cercare e trovare. Daniel (Laskiewicz, produttore dell’album ndA) ci ha aiutato molto in questo senso.

Un brano come “Fuck Love” infatti rompe subito gli indugi!
(Mike) Esatto, volevamo fin da subito mettere le cose in chiaro (ride ndA)!

Pensi che questo ritorno alle soluzioni heavy del passato sia riconducibile anche alla situazione politica degli States? In questo periodo ci arrivano notizie di tensioni a vari livelli nella vita politica e sociale del paese.
(Mike) No, almeno non consciamente. Non ho mai visto gli All That Remains come una band politicizzata anche se Phil (Labonte, cantante ndA) ha idee molto chiare e non ha paura di esprimerle forte e chiaro. Lo ammiro molto e condivido la maggior parte delle sue opinioni ma personalmente la band non veicola un messaggio politico. Certo, tutto quello che ci gira attorno in qualche modo arriva anche a quello che facciamo per vivere, e cioè suonare nella band.

“Everything’s Wrong” è uno dei brani più riusciti del disco, com’è nato?
(Mike) E’ uno di quei brani che è stato scritto di getto e messo su nastro, o meglio hard disk, nei primi giorni di session di registrazione. Ha tutto quello che ci deve essere in una canzone degli All That Remains di oggi!

Riascoltando l’album c’è qualche momento particolare che ti fa ricordare di Oli? Un riff, una struttura particolare…
(Mike) E’ facile dirti tutto l’album perché il tutto è troppo “fresco” per elaborare con mente lucida cosa è successo in queste settimane. Posso dirti che Oli era dannatamente fiero di ogni singola nota di questo disco e ogni volta che ascolto o suoniamo live un estratto da “Victim..” è un tributo alla sua memoria.

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Parlando del futuro avete contattato Jason Richardson per le imminenti date live, come siete entrati in contatto?
(Mike) Abbiamo suonato in passato qualche volta con la sua band, gli ottimi Born of Osiris. E’ un ragazzo molto simpatico e alla mano e tutti noi abbiamo legato molto con lui e la sua band durante quelle date. Rispettiamo e apprezziamo molto il suo livello tecnico e in particolar modo Oli ha sempre speso ottime parole su di Jason come chitarrista. Siamo sicuri che Oli avrebbe voluto che gli All That Remains continuassero a esistere e contattare Jason ci è sembrata l’unica soluzione possibile. La chimica è buona, i rapporti sono ottimi e Oli sarebbe fiero di come stanno andando le cose.

Parlando dell’immediato futuro cosa avete in programma?
(Mike) Suonare le date già schedulate e poi prenderci un breve periodo di pausa per riordinare le idee. Come detto Oli non avrebbe voluto uno stop e dobbiamo rispettare la sua memoria dando tutto per la band. E’ nostra ferma intenzione onorare la sua memoria!

Grazie mille Mike, speriamo davvero di vedervi presto dalle nostre parti!
(Mike) Grazie a voi e grazie mille per il supporto in un momento così difficile. Ai fans italiani chiedo di ascoltare “Victim Of The New Disease” perché sono sicuro che vi piacerà e di tenere d’occhio i nostri canali social perché vogliamo davvero venire in Italia e spaccare il culo on stage!

WEBSITE
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