Blood Command – Cult Drugs

blood commandNonostante i dieci anni di attività i norvegesi Blood Command non hanno mai fatto il famigerato “botto” e, a conti fatti, non ce ne spieghiamo il motivo. Il combo nativo di Bergen capitanato dalla carismatica Karina Ljone ha infatti un appeal davvero contagioso riuscendo a unire l’irruenza del post-hardcore con le melodie tipiche del punk: con il passare degli anni la proposta si è sempre più “ripulita” dalle parti più ruvide ma è indubbio che il meglio i nostri lo danno in brani come l’opener “CTRL+ALT+DELETE” dove il connubio scream/clean vocals risplende in tutta la sua efficacia. Grazie a chorus ultra memorizzabile e a sonorità inclini al versante “dark” (Kerrang! li definì con un po’ enfasi ma senza andare troppo lontano dalla realtà come death pop, fate voi..), “Cult drugs” mantiene alte le aspettative verso una band che potrebbe essere vista ingiustamente come la versione light dei Kvelertak. “Initiation tape #1” è la gemma nemmeno troppo nascosta dell’album, provare per credere.

Cult Drugs (2017 – Fysisk)

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