Integrity – Howling, for the Nightmare Shall Consume

integrityNessuno se lo sarebbe aspettato, soprattuto chi segue la band sin dall’ormai ventiseienne “Humanity Is The Devil”, di ritrovarsi nel 2017 con una band ancora così in forma e tagliente. Gli Integrity non hanno sicuramente bisogno di presentazioni, hanno alle spalle anni di storia e si possono tranquillamente vantare di avere messo bocca e riff indirettamente in innumerevoli album di svariate band di più generi a metà tra hardcore e metal che oggigiorno spopolano girovagando nelle cuffie di tutto il mondo. Gli Integrity hanno un’ulteriore peculiarità: non hanno mezze misure, o piacciono da subito o da subito risultano inascoltabili. La voce di Dwid Hellion, così soffocata e cattiva e marchio di fabbrica della band di Cleveland, ci mette numerosi ascolti per essere capita in toto ed essere assimilata. Per quello che mi riguarda questo “Howling for the Nightmare Shall Consume” è un ennesimo passo avanti rispetto a quel “Suicide Black Snake”, uscito qualche anno fa, in cui mi era parso di cogliere un band stanca e senza troppo altro da dire; qui gli Integrity tornano a percorrere le mareggiate oscure continuando il discorso di “To Die For” e “The Blackest Curse”. “Howling, for the Nightmare shall consume diventa un album cupo, oscuro e sempre pessimista e disastroso come ogni altro album della band ma assolutamente personale più che in altri capitoli della storia degli Integrity. Riff melodici alternati a cavalcate distruttive condite dalla sgraziata e disumana voce di Dwid fanno di questo nuovo album una perla e forse uno degli album migliori usciti quest’anno. “Blood Sermon, Serpent of The Crossroads” e il primo singolo uscito, “I Am Spell”, sono sicuramente i capitoli migliori. Bentornati.

Howling, for the Nightmare Shall Consume (2017 – Relapse Records)

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