Mark Morton – Anesthetic

AnestheticIl sogno proibito e nemmeno troppo segreto di ogni chitarrista è quello di pubblicare un album solista dando libero sfogo al proprio ego che, molto spesso, viene castrato in seno alla band principale. Non sappiamo se il buon Mark Morton della casata dei Lamb of God abbia dato alle stampe “Anesthetic” proprio per uscire dalla sua confort zone o per dare farma ad un suo trip personale ma quello che abbiamo ascoltato una volta che il disco è negli scaffali (o nei digital store di tutto il mondo) è un solido episodio alternative metal dalle mille sfaccettature. Il pregio maggiore di questo disco è che, nonostante in ogni brano ci sia un ospite diverso al microfono, ci sia una identità di fondo che evita per fortuna l’effetto spezzatino; in questo senso forse solo il brano dove appare come ospite Myles Kennedy risente fin troppo dell’influenza del cantante degli Alter Bridge, unico episodio in cui il vocalist “piega” a suo favore l’umore del brano. In generale invece tutti gli ospiti danno lustro alle trame chitarristiche di Mark, con molti brani davvero pregevoli a partire dal tanto chiacchierato guest di Chester Bennington dei Linkin Park in “Cross Off” dove ritroviamo la grinta degli esordi del cantante californiano che ci regala questo testamento artistico di indubbio valore. Sulla stessa scia le ospitate di Jacob dei Papa Roach e J.Todd dei Buckcherry (in versione “modernista”) mentre la vera gemma dell’album corrisponde al nome di “Axis” brano che risplende della magnifica ugola di Mark Lanegan e ci riporta indietro ai tempi grunge degli Screaming Trees. Interessante anche l’esperimento chitarra e voce dello stesso Mark in “Imaginary Days” e l’intensa “Reveal” con il featuring della songwriter newyorkese Naeemah Maddox che regala un sapore quasi soul alla composizione. In definita il buon Mark ha pubblicato un disco decisamente personale e molto piacevole, in bilico tra alternative metal e sonorità più variegate, un album personale ed ispirato che ci regala un aspetto diverso e a 360° del chitarrista dei Lamb of God.

Anesthetic (2019 – Spinefarm Records)

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