SKILLET – Pensiero vincente

Il nome Skillet ha iniziato a circolare anche dalle nostra parti con insistenza solo negli ultimi anni ma la band della famiglia Cooper non rappresenta certo una novità per i tanti amanti dell’alternative a stelle e strisce. Il recentissimo nuovo album “Victorious” mostra il lato più sfaccettato della band cristiana che abbraccia in questo lavoro sonorità elettroniche e sensibilità pop senza perdere la propria essenza rock. Abbiamo contattato telefonicamente il cantante e “leader” della band John Cooper che, con entusiasmo contagioso, ci ha raccontato il suo stato d’animo all’indomani dell’uscita del decimo album della sua band.

skillet

Ciao John, è un piacere averti sulle nostre pagine! “Victorious” è fuori da pochissimi giorni, come vivi questo momento?
(John) Amico mi sento al settimo cielo. Sono elettrizzato, entusiasta del feedback ricevuto da stampa e dai kids, sbalordito dal responso durante i live. “Victorious” è un album in cui tutti noi crediamo molto, è potente ed epico, melodico e sinfonico in un certo senso. Abbiamo aggiunto elementi elettronici, pop, tanti cori, c’è una buona dose di chitarra elettrica. Sono gli Skillet al 100%, qualcosa di cui sono davvero fiero.

C’è un brano a cui ti senti più legato o che pensi rappresenti e riassumi l’intero album? So che non è una domanda facile…
(John) Sì non è una domanda facile (ride ndA). Direi “Victorious” ma non sono sicuro che rappresenti tutto l’album anzi… probabilmente non è per niente rappresentativo! Però per me è lo specchio fedele di cosa sono gli Skillet in questo momento: c’è la parte rock, la parte elettronica, grandi melodie, un arrangiamento sontuoso. E’ la mia canzone preferita dell’album e in generale penso sia una delle migliori mai scritte dagli Skillet, non vedo l’ora di suonarla ogni sera dal vivo.

Per un musicista della tua esperienza come giudichi la lavorazione dell’album? “Victorious” è stato un album “complicato” da comporre e registrare?
(John) A dire la verità no. In particolare questo e l’album precedente (“Unleashed” ndA) sono stati i due lavori più semplici da comporre. Non so perché ma mi sento più libero che mai, tutto noi ci sentiamo a nostro agio nel proporre strutture di brani o singole idee e una volta in sala prove tutti i puntini si uniscono alla perfezione (ride ndA). Non voglio dire che sono due album composti con il pilota automatico eh, mi raccomando. Dico solo che in passato abbiamo avuto un po’ di difficoltà nell’assemblare i brani, negli ultimi anni invece penso che abbiamo trovato una quadra al nostro modo di comporre e anche se spesso, soprattutto in questo album, abbiamo lasciato la nostra “confort zone” per provare cose diverse, il tutto è stato molto naturale e semplice.

Lasciano per un attimo da parte l’aspetto prettamente musicale, quali sono state le influenze principali nella fase di scrittura di “Victorious”: parlo dei testi ma anche delle atmosfere in generale.
(John) Diciamo che c’è stato un argomento che mi è rimasto molto impresso in questi anni: parlo dei tanti suicidi di personaggi famosi come Robin Williams, Chris Cornell, Chester Bennington. In particolare quest’ultimo suicidio mi ha davvero colpito, pur non conoscendo personalmente Chester ho davvero accusato il colpo. Sono una grande fan dei Linkin Park, così come lo sono tanti fan degli Skillet, e la notizia del suo suicidio mi ha scosso. Ho iniziato a pensare a tante cose, al perché una persona decide di togliersi la vita, quali problemi o fattori lo hanno portato a prendere una decisione così irreversibile. “Victorious” è dedicata proprio a Chester e al suo lascito, è una perdita incalcolabile. Tutto l’album è stato influenzato da questi pensieri, dalla volontà di vivere la vita a pieno, cercare di prendersi cura dei propri cari, non sprecare questo dono. In un certo senso è un inno alla vita attraverso la morte, mi manca molto Chester.

Il vostro credo cristiano ha influenzato il pensiero in merito a questo argomento?
(John) Certo, però non voglio assolutamente giudicare e non vorrei mai e poi mai mancare di rispetto a qualcuno. Ovviamente è una scelta che non condivido, come cristiano e come persona pensante, ma non mi permetto di mancare di rispetto o cambiare l’opinione su una persona ha scelto di suicidarsi. E’ triste e fa rabbia pensare a una vita che si spegne in questo modo, ma una persona è fatta di tante cose: forze, debolezze, felicità, momenti di dolore. L’unica cosa che voglio consigliare ai nostri fan e non è di far caso a segnali che possano indurre a far pensare che qualche amico o conoscente abbia bisogno d’aiuto e in tal caso chiedere assistenza a persone qualificate. Prenderci cura dei nostri cari come ti dicevo prima, questo è il senso.

Tornando alla band quale pensi sia il “segreto” di una carriera ormai ventennale? Cosa o chi ti motiva ad andare avanti con rinnovato entusiasmo anno dopo anno?
(John) Già, siamo in circolazione da tanti anni e il motivo principale è l’attaccamento ai nostri ascoltatori. Avere tanti fan che aspettano con ansia un nuovo disco o in attesa spasmodica di una data live nella propria città è il motivo che ci rende sempre attivi, vivi come band. E’ un privilegio ed un onore. Ovviamente c’è anche l’amore per la musica e il rispetto reciproco all’interno della band, è essenziale per tenere insieme i pezzi in quasi vent’anni di carriera!

A cinque anni di distanza dall’ultimo live finalmente tornate dalle nostre parti, a Dicembre per uno show come headliner a Milano: cosa dobbiamo aspettarci dal vostro show?
(John) Alla grande, non vediamo l’ora di suonare in Italia. Non passiamo molte volte dalle vostre parti e quindi ci teniamo particolarmente. Sono molto elettrizzato a riguardo e ci aspettiamo tanto calore. Da parte vostra aspettatevi tanto sudore e divertimento.

Con così tanti album alle spalle come avete intenzione di comporre la setlist? Considerando anche che in Europa non venite poi così spesso…
(John) Vero, principalmente proporremo i brani degli ultimi due album. In generale non proporremo i brani dei primi cinque album, vogliamo suonare i brani più recenti oltre ovviamente ai singoli e le canzoni più conosciute.

Ho una ultima domanda riguardo il progetto Fight the Fury: possiamo aspettarci del nuovo materiale? Il primo EP mi era piaciuto davvero molto!
(John) Sono contento che hai apprezzato il progetto! Allora certamente sì, ovviamente non nell’immediato: la priorità ora sono gli Skillet e portare a più persone possibili il nuovo album. Finito il ciclo promozionale, magri fra un anno, non mi dispiacerebbe rimettere mano a del materiale che abbiamo in testa e magari pubblicare qualcosa. Con i Fight The Fury esprimo al meglio il mio lato metal!

Grazie per la disponibilità John!
(John) Grazie per il supporto, non vediamo l’ora di venire a suonare in Italia. Ciao! (In italinao ndA).

WEBSITE
www.skillet.com

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