CAPOCCIA – “NO APOLOGIES” – Il disco raccontato traccia per traccia

Otto canzoni, sette scariche di punk rock e un episodio acustico fuori dagli schemi. Con No Apologies, Capoccia racconta i cambiamenti, le esperienze e le contraddizioni degli ultimi anni, senza perdere quella voglia di suonare forte e andare dritto al punto che lo accompagna da oltre venticinque anni.

Scritto e realizzato interamente in prima persona, tra impegni quotidiani, lavoro e vita familiare, il nuovo album è anche un modo per ribadire che certe passioni non hanno una data di scadenza.

Ma cosa si nasconde dietro queste otto canzoni? È lo stesso Capoccia a raccontarci come sono nate, cosa le ha ispirate e quali storie custodiscono, in questo track-by-track di No Apologies.

3 O’Clock: l’dea per questo brano è arrivata durante una delle tantissime notti insonni, cercando di far addormentare mio figlio, che non aveva minimamente intenzione di riprendere sonno! Dalla sveglia improvvisa alle 3, alla perdita di lucidità mentale dopo ore sveglio. Il testo l’ho scritto immediatamente al mattino, dopo questa esperienza “mistica”. Il riff di chitarra iniziale l’ho canticchiato e registrato al volo sul cellulare, e una volta ascoltato al pc, ho deciso che sarebbe stato l’apertura del mio nuovo album.

Got Your Back: è stato l’ultimo brano composto per questo album. Le idee per la chitarra e la batteria sono venute in motorino, andando ad una partita di calcetto; mentre la linea vocale del ritornello nasce da un urlo di gioia che recitava originariamente “non ci sono più macchine!”, cantato con mio figlio la scorsa estate, quando finalmente si riusciva a trovare parcheggio sotto casa, poi diventato “got your back for long”.

No Pies, No Lies: è la classica canzone che esce all’improvviso, mentre stai suonando la chitarra a caso. Una volta completata l’intro, il resto della canzone è arrivata in automatico. Mancavano linea vocale e testo, che hanno preso forma in una passeggiata per il quartiere, in cui ho incontrato almeno 8 persone che conosco. Da lì il tema della canzone: se sei in un quartiere dove conosci tanta gente, tutti vengono a sapere tutto.

Stand Your Ground: avevo voglia di scrivere un pezzo un più punk-hardcore, che fosse un po’ diverso e cupo nei suoni. Originariamente i versi erano urlati, ma non mi convincevano, quindi sono tornato al cantato, lasciando poi l’urlato esclusivamente sul breakdown. Il tema centrale della canzone è il classico: sii te stesso e cerca di non farti mettere i piedi in testa.

Stop Your Whining: forse è la canzone più semplice dell’album, 2 accordi a ripetizione fino al chorus. Ci ho cominciato a cantare sopra e l’idea mi è piaciuta, tanto da non scartare il pezzo. Non sopporto chi si lamenta in continuazione, il testo riassume ciò.

C’mon, Listen: un pezzo acustico, nato molto tempo fa. Inizialmente non avevo piani di inserire un brano acustico anche in questo album (l’ultimo ne aveva avuto uno dedicato a mio figlio), ma ascoltando le demo, mi è piaciuta l’idea di lasciare tutto così com’era, senza bisogno di aggiungere altri strumenti. 40 Is The New 80: la canzone in sé potrebbe quasi essere una joke song, per durata, struttura e melodia. Ma ci sono particolarmente legato. Ho appena compiuto 40 anni e ho ripercorso un po’ come la vita sia cambiata negli ultimi anni.

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