Dopo l’uscita di “ARIA”, il nuovo singolo di Ændriu che affronta senza filtri il tema della violenza e dell’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, arriva ora il videoclip ufficiale. E lo fa con una scelta forte, radicale, coerente con il messaggio del brano: un video realizzato interamente con l’intelligenza artificiale.
“ARIA” nasce dall’osservazione di un contesto globale in cui anche le grandi democrazie mostrano derive autoritarie sempre più evidenti, normalizzando la repressione come strumento di controllo. Nel brano, la perdita di libertà viene raccontata come una progressiva sottrazione di spazio vitale: se protesti, se dissenti, se non ti allinei, la risposta è la forza. Fino a togliere ciò che è più essenziale: il respiro, l’aria.
Il videoclip traduce questa tensione in immagini disturbanti, fredde, volutamente artificiali.

La scelta dell’AI non è solo tecnica, ma concettuale e profondamente politica:
«In un mondo in cui immagini, narrazioni e verità vengono continuamente manipolate, abbiamo deciso di usare uno strumento capace di generare realtà alternative per raccontare una storia che parla proprio di distorsione del potere e perdita di controllo. Il video non cerca il realismo: lo mette in discussione.»
L’intelligenza artificiale diventa così metafora di un sistema che produce versioni alternative dei fatti, che riscrive le immagini, che trasforma la violenza in ordine e l’abuso in protocollo. L’estetica è cruda, disturbante, inquieta: un universo visivo che amplifica il senso di alienazione e disumanizzazione già presente nel pezzo, portando lo spettatore in uno spazio che non offre rassicurazioni, ma consapevolezza.
Il video è stato ideato e costruito interamente da Andrea Botti, mente e anima del progetto Ændriu. Una scelta che nasce anche da un limite produttivo, trasformato però in dichiarazione artistica e atto di autonomia radicale:
«Nessuna mediazione, nessun filtro, nessun compromesso. Solo un linguaggio nuovo per raccontare un conflitto antico.»
Registrato agli Attitude Studio di Milano da Gianluca Veronal e Alessandro Strada, con mix e master a cura di Veronal e produzione firmata dallo stesso Andrea Botti, “ARIA” vede Ændriu nella sua formazione attuale: Andrea Botti (voce e chitarre), Marco Ruggiero (batteria), Riccardo Ruggiero (basso) e Luca Pupino (chitarre).
Figura centrale della scena alternativa italiana, Botti ha iniziato a suonare a soli nove anni, attraversando l’underground milanese degli anni ’90, passando per l’esperienza con i Norelax e approdando nel 2014 nei Punkreas, con cui milita tuttora. Parallelamente, ha costruito una solida carriera nel backstage dell’industria musicale come fonico, tour manager e direttore di produzione, collaborando con artisti come Subsonica, Niccolò Fabi, Baustelle e molti altri.

Dopo “Vuoto” (2025), brano diretto e viscerale pubblicato a un anno da “La Rabbia che ho Dentro”, “ARIA” segna un ulteriore passo nella traiettoria di Ændriu: una presa di posizione chiara, un richiamo collettivo al diritto di autodeterminazione, ma anche una riflessione sul modo in cui oggi la realtà viene costruita, raccontata e manipolata.
Con il videoclip di “ARIA”, Ændriu non si limita a denunciare. Sperimenta, rischia, espone. E ribadisce che l’indipendenza non è solo un metodo produttivo, ma una scelta politica.



