
Uno dei ricordi più divertenti legati agli Scars on Broadway risale alla pubblicazione del primo album (2008) e il seguente tour promozionale che ha portato Daron Malakian in quel del Rolling Stone di Milano: data abbastanza pubblicizzata (parliamo comunque di un membro dei System of a Down) a seguito di un disco discretamente recensito da tutte le testate cartacee e online. Risultato? Daron suona in modo molto convincente praticamente tutti i brani della tracklist davanti a una cinquantina di persone e alle 21:50 circa siamo già tutti (i 50) fuori dal locale tra il divertito e il sorpreso. Tornando ai giorni nostri, “Addicted To The Violence” è il terzo album della band del buon Daron che, imperterrito, continua a percorrere la sua strada a suon di alternative rock ad ampio raggio. La voce particolare, sempre caratteristica, dona un quid acido ai vari brani, che a volte graffiano (vedi “Killing Spree” e la marcetta di “Destroy the Power”) grazie al tono corrosivo e scanzonato. Tono scanzonato sì, ma dietro a soluzioni apparentemente ridanciane ci troviamo di fronte a testi, come ampiamente intuibile, tutt’altro che “easy”: la critica alla società made in USA, e non solo, e tutt’altro che velata e sempre ben presente e ben mirata. I curiosi riferimenti beatlesiani di “The Shame Game” danno un respiro più ampio ad “Addicted To The Violence”, mostrando anche una abilità compositiva che esula dal retaggio SOAD: nel mezzo troviamo l’hardcore californiano di “Your Lives Burn” e sì, qualche brano più vicino alle atmosfere dei SOAD che furono (“Impostor” più tirata e “You Destroy You” incline al mid-tempo).
Addicted To The Violence (2025 – Scarred for Life/Virgin)



