Dentro A Matter of Feelings: i Temple Factory raccontano traccia per traccia il loro disco più personale

Con A Matter of Feelings, i Temple Factory firmano un album che vive di contrasti: energia e introspezione, distorsioni e aperture melodiche, istinto e consapevolezza. Un lavoro costruito nel tempo, brano dopo brano, dove ogni traccia rappresenta un frammento preciso di un percorso emotivo e sonoro. Abbiamo chiesto alla band di accompagnarci in un viaggio track by track, tra ispirazioni, retroscena e significati nascosti dietro le canzoni che compongono questo nuovo capitolo.

Forty Days

Tutti i musicisti del mondo l’hanno fatto e anche noi abbiamo scritto durante la pandemia! Il testo di Forty Days nasce anni fa, durante una delle ennesime e odiate “zone rosse”! La musica invece viene molto tempo dopo ma quando ancora non si era dimenticata quell’orribile sensazione di clausura. È un brano che esprime rabbia; speriamo di non rivivere più giornate come quelle.

Don’t stress me out

Diciamoci la verità, tutti abbiamo vissuto le seguenti fasi: colpo di fulmine, cieco amore, relazione che finisce, fase di tristezza e infine fase dell’orgoglio e della ripresa. Questo brano si lega all’ultima fase e lascia intendere che possa anche essere la migliore! Ti senti pronto per rimetterti in gioco e magari ti rendi conto si trattava di un amore noioso. Per questo originariamente si intitolava Boring Love; ma non suonava bene quindi abbiamo optato per un cambio titolo. La sostanza comunque non cambia: fuggite dagli amori tossici e mantenete alta l’autostima!

Rebel

Tutto nasce da due fatti di cronaca: un folle femminicidio per un amore non più corrisposto e un violento linciaggio a sfondo sessista. Da qui la voglia di scrivere questo brano che vuole essere un elogio a tutti coloro che si ribellano ad amori imposti o vietati. Amiamo questo brano per il suo significato ma anche perché da sempre garantisce un ottimo risultato nei live; spesso è il primo pezzo in scaletta ma questo non dovevamo dirlo…

Million Stars

Questo è un brano molto personale e qui si possono fare nomi: Roberto (batterista) dedica questo brano a Gloria, sua compagna e futura moglie! Ebbene ci siamo, il 5 settembre si avvicina e i Temple suoneranno al party nuziale! (alcol permettendo). È stato pensato come brano d’amore e tale è rimasto: lui offre a lei in regalo milioni di stelle e celebra così un amore che ritiene puro ed insostituibile. PS: lei tiene una copia del testo sul comodino…

Passenger

Brano dal contenuto impegnativo perché il tema è filosofico-religioso. Sembra banale pensare d’essere solo di passaggio in questo mondo ma si tratta di un pensiero che può farti impazzire se non lo affronti con la giusta armonia mentale. Speriamo che l’atmosfera un po’ eterea del pezzo possa contribuire a dare la giusta direzione ai pensieri.

Melody for Death

I giovani sono giustamente spavaldi; i meno giovani lo sono meno. Noi facciamo parte di questa seconda categoria e un pensierino alla Morte ogni tanto capita di farlo, anche perché purtroppo le esperienze in famiglia non mancano. Ma pensiamo al brano come ad un antidoto! Esorcizziamo la paura della vecchia signora in nero e dedichiamole questa melodia. Ricordiamo che in studio il nostro produttore (Simone Piccinelli) ci chiese: “Una canzone sulla morte? Non è un po’ rischioso come tema da trattare? Ma la nostra risposta fu : “Vogliamo vederla come un’amica e vogliamo dedicarle una canzone! E poi il brano è super!”. Riposta: “avete ragione! Registriamola!”.

Come Back Home

Aspettativa: carriera universitaria e casa a Venezia o Roma; realtà: officina meccanica e casa in un paesino di 464 abitanti! Per la psiche non è stato facile ma in questo contesto è nato questo brano. L’aspetto interessante è che tratta di un ritorno che si è rivelato positivo, di un cambiamento che ha portato felicità e che ha cancellato ogni rimpianto. Talvolta bisogna capire che la strada migliore è dove meno te la saresti aspettata. Tra l’altro per alcuni è il brano migliore dell’album. Noi però non ci esprimiamo…

I Wish My Love Could Grow

Sarò l’uomo giusto per te!”. Non c’è altro da aggiungere come commento a questo brano che parla di Amore, di fiducia in Amore e del desiderio d’esserne altezza. C’è anche qui del personale ma… entriamo troppo nell’intimo quindi… no comment.

Drug Dose

Questo brano ha una lunga storia. È nato così, acustico, e tale doveva essere inserito già nel primo album (It’s Time) se non che al tempo tutti pensammo: “cazzo è troppo triste! Se lo ascolti due volte sei fottuto!” Quindi l’abbiamo riarrangiato e pubblicato in una versione più “attiva”. Nei mesi e anni successivi però abbiamo continuato ad ascoltarlo e ci siamo convinti che valeva la pena rischiare; ci abbiamo lavorato ancora e abbiamo deciso di inserirlo nel nuovo album. Spoiler: non è da ascoltare in momenti di morale troppo basso! Ma in fondo… dipendenza e felicità non vanno mai d’accordo.

Time is Over

Qui i Temple Factory sono veramente incazzati! Mentre rispondiamo a queste domande ci sono 35 gradi e siamo a maggio! Il tempo stringe e questa questione del clima ci mette ansia ma soprattutto tanta rabbia! Abbiamo dei figli e ci sembra che si faccia troppo poco per garantire il loro futuro. Kids!! Nel nostro piccolo noi cerchiamo di fare la nostra parte! Se falliremo sappiate che ci abbiamo provato!