
NoDRIP
NoDRIP è stato l’ultimo pezzo scritto per l’EP. Dopo aver esplorato e sperimentato parecchio con gli altri brani, ci siamo resi conto che mancava una cosa: un pezzo punk rock un po’ alla vecchia maniera, ma filtrato attraverso il nostro modo di vedere le cose. È il brano che dà un nome a tutto quello che facciamo. Parla delle notti insonni, degli errori, delle figuracce, del sangue sulle corde e delle storie finite male. Tutte quelle cose che normalmente vengono nascoste dietro la versione perfetta che si vede online. Il ritornello ripete “Tutto questo è NoDRIP” perché volevamo togliere ogni dubbio su chi siamo e da dove arriviamo. È arrivato nel momento in cui ci siamo accorti che ci eravamo stancati di spiegare il progetto: se qualcuno ci chiedesse chi siamo, probabilmente gli faremmo ascoltare questa canzone per prima.
LA GENTE FA SCHIFO
Il titolo fa pensare a una canzone contro tutti, ma in realtà parla di chi resta quando sarebbe più facile andarsene. All’inizio avevamo un riff che spingeva forte e un ritornello che funzionava, però il pezzo non girava ancora come ce l’avevamo in testa. Abbiamo pensato tanto a come avrebbe suonato live, all’atmosfera che volevamo creare: volevamo qualcosa da cantare insieme alle persone, infatti ci sono parecchie parti corali. Il pezzo è stato smontato e rimontato finché non abbiamo trovato una metrica che sembrasse una conversazione con la persona che ami o uno sfogo fatto a un amico. Quando ci siamo arrivati abbiamo capito che il pezzo aveva finalmente trovato la sua identità: era un brano dei NoDRIP.
COME NO COME ON
È il primo pezzo scritto per BONUS TRACKS II. Arriva dopo la prima serie di live, quando ci siamo accorti che gran parte delle persone che venivano a vederci si sentiva in diritto di spiegarci cosa avremmo dovuto fare, come avremmo dovuto suonare e cosa sarebbe stato meglio evitare. Da lì è nato il gioco di parole che dà il titolo al brano e che mette insieme tutte quelle situazioni in cui ti chiedono di accettare qualcosa senza fare troppe domande. Che si tratti di politica, social network, pubblicità o semplicemente delle piccole bugie che ci vengono raccontate ogni giorno, spesso la reazione è sempre la stessa: più ti vietano qualcosa, più ti viene voglia di metterla in discussione. Come No Come On è uno dei brani che meglio racconta il nostro modo di vedere le cose: dubitare delle risposte facili, mettere in discussione quello che ci viene presentato come normale e diffidare delle verità preconfezionate. Musicalmente volevamo che avesse l’energia di una presa in giro fatta guardando qualcuno negli occhi. Più che una protesta rabbiosa è una risata sarcastica davanti all’ennesima cosa che dovrebbe sembrare normale ma che normale non è.
DINOSAURI (feat. DIVI)
Dinosauri parla di oggi, un presente in cui sembra impossibile accendere il telefono senza essere travolti da notizie, allarmi, opinioni e complotti, spesso roba finta costruita per essere più interessante della realtà. A un certo punto ci siamo chiesti se il problema fosse davvero quello che succede nel mondo o il rumore costante che ci gira attorno. Il brano parla anche di sentirsi un po’ fuori tempo massimo, come se certe cose non riuscissimo più a capirle fino in fondo. Con DIVI siamo amici da tempo (a 17 anni ero assistente di studio durante le registrazioni del primo disco dei Ministri, I soldi sono finiti). Gli ho fatto sentire la demo, gli è piaciuta e abbiamo cominciato a lavorarci insieme. Averlo con noi ci ha dato una marcia in più, in un brano che meritava di urlare fortissimo. La sua voce ha fatto la differenza, è stato tutto molto naturale, forse anche perché da sempre osserva la realtà di traverso come facciamo noi.
GRAND THEFT AUDIO (feat. Silly Sam)
Partendo dal fatto che sia io che Charlie siamo grandi fan della saga GTA, prima o poi un brano con un riferimento così esplicito doveva arrivare. Oggi più che mai la musica è contaminazione. Ascoltiamo generi diversi, prendiamo ispirazione da artisti lontanissimi tra loro e costruiamo qualcosa di nuovo partendo da tutto quello che ci ha colpito nel nostro percorso. Il problema non è lasciarsi ispirare, è fare finta che quelle influenze non esistano. Crediamo che riconoscere chi ti ha ispirato sia una forma di rispetto, oltre che di onestà intellettuale. Nessuno crea nel vuoto e nessuno inventa tutto da zero. Dietro ogni canzone, ogni riff e ogni idea c’è sempre una storia che parte da molto prima di noi. Con Silly Sam il pezzo ha trovato subito la sua dimensione naturale. Apparteniamo a due generazioni diverse, ma condividiamo la stessa curiosità musicale e la stessa voglia di abbattere i confini tra generi, scene e appartenenze. In fondo Grand Theft Audio parla proprio di questo: prendere tutto quello che ami, rimetterlo insieme a modo tuo e avere l’onestà di riconoscere da dove arriva.
MALEMOOD (feat. CLUB29)
Malemood è nata chiacchierando con i Club29 e rendendoci conto che, nonostante la distanza tra Milano e Manila, le cose che ci fanno incazzare o preoccupare sono più o meno le stesse. Cambiano le strade, la lingua e il panorama fuori dalla finestra, ma le ansie, il lavoro, i soldi che non bastano mai e la sensazione che il mondo sia un po’ fuori asse sono universali. Anche la parola Malemood nasce da questa idea. Cercavo un suono quasi onomatopeico, qualcosa che restituisse subito quella sensazione di giornata storta, ma che potesse funzionare sia in italiano che nel mondo filippino. “Male” in italiano è già chiarissimo, mentre in filippino “mali” richiama qualcosa di sbagliato, fuori posto. Da lì è venuto fuori Malemood: non solo cattivo umore, ma proprio l’umore di quando senti che qualcosa non gira come dovrebbe. La cosa bella è che con Toro, producer dei Club29, ci conosciamo da quando eravamo ragazzini. A 15 anni avevamo formato insieme la nostra prima band, i Keep Coming: io chitarra e voce, lui alla batteria e Joe degli Andead al basso. Poi, qualche anno dopo, lui si è trasferito a Manila, ma siamo rimasti grandi amici. Per questo il ritornello “da Milano a Manila lo stesso Malemood” non è solo una frase a effetto, ma racconta davvero un legame rimasto vivo nonostante la distanza. È una canzone che parla di disagio, ma senza farne una tragedia: se il malemood è dappertutto, tanto vale smettere di piangersi addosso e trasformare questo schifo in energia per creare qualcosa che ci faccia stare meglio.