Un album che non si limita a farsi ascoltare, ma chiede di essere attraversato. Con Red Carpet Vol. 2, i Krifi Wag costruiscono un percorso fatto di deviazioni, contrasti e scelte radicali. In questo track-by-track, la band entra dentro ogni brano per svelarne genesi, tensioni e dettagli nascosti, restituendo il senso profondo di un disco che rifiuta scorciatoie.
The Wild Ride
Questo pezzo inneggia alla passione e la lotta per cambiare.
Una corsa selvaggia con la passione di volare.Siamo legati a questo pezzo per i sentimenti che porta con sé, per il modo in cui è composto e le visioni che preserva, oggi difficili da trovare in musica.
Inoltre l’idea di suono che risiede in questo pezzo ci piace, perché è potente con grande pulizia e spazialità, con un’armonia interessante e le giuste sorprese che ci devono essere in un pezzo anche lineare.
Dumber Son
Una chitarra su un letto, in un momento in cui ferite personali strabordavano.
Il titolo riflette lo stato d’animo del momento in cui è stato scritto.
Proprio per questi motivi é forse uno dei pezzi più sconsolati anche se l’arrangiamento porta con sé un’aria apparentemente leggera. A rassicurare tutto si trova il croccante solo finale che in stile Krifi Wag, riporta l’atmosfera a testa alta e pronta ad affrontare nuovamente tutto da capo con il solito entusiasmo.
Adla
Un episodio che colpisce proprio l’unica sicurezza che sembrava esserci.
Il riff principale della canzone nasce in una cucina.
Per questo nel suonarlo, si riflettono nel ribattersi delle note la tensione e la fretta di quella situazione applicati ad un’azione immediata identificabile nella velocità del brano.
Il titolo è l’anagramma del nome della scrittrice e poetessa Alda Merini, pulsante ispirazione per Krifi Wag di quel periodo.
É anche l’unico brano in italiano presente nella tracklist e le chitarre iniziali, sono fra le più divertenti del disco per il movimento ordinato e imprevedibile che creano.
Living Loving Mad
Questo pezzo rappresenta la determinazione personale di portare qualcosa a termine.
Appartenente allo stesso periodo compositivo di Wild Ride, nasce come una sfida a scrivere e arrangiare un pezzo in un solo giorno. Da qui si può scorgere nella struttura una definizione minimale e un’intento volto all’impatto diretto.
Da un riff concepito a mente, fino alla partecipazione straordinaria di Ben Koller, il batterista dei Converge, che ci ha onorati con la sua interpretazione dando al pezzo quel tiro incredibile che siamo lieti di potervi far sentire oggi.
Questa collaborazione ci ha permesso di vivere il nostro sogno proibito di poter ascoltare anche solo per un attimo uno dei nostri batteristi preferiti in assoluto. Sentire il suo drumming che da sempre guardiamo con ammirazione sulla nostra musica é ancora pazzesco.
Quando il brano è stato concepito, mai ci saremmo aspettati che sarebbe finito anche fra le sue mani, e questo per noi costituisce un riconoscimento di inestimabile valore.

Mormoric
Scritta nella auto-tradizione di Simone di mettersi alla prova per creare qualcosa di significativo nel passaggio da un’età all’altra, la canzone è pervasa da una vivace energia che supera le avversità con un sorriso amaro.
Il testo riflette questi valori con immagini chiare ed esplicite dove però la conclusione indicata come scelta migliore è quella di rimanere sé stessi oltre ogni avversità.
Discipline Delirium
Un approccio compositivo d’avanguardia rende questo brano rock iconico e raffinato, esaltando un suono moderno e di ricerca, celebrando la musica del futuro nella sua perdita di forma, lasciando spazio totale alla dimensione emotiva.
Con questo pezzo che sicuramente da sfoggio del nostro eclettismo, ci interessava far capire che siamo dei musicisti di ampio spettro, che ci piace perderci nella materia musicale, pronti ad accogliere ciascun elemento nella maniera migliore possibile.
Rappresenta la nostra evoluzione attraverso il mistero e la tensione, che lascia l’apertura alle idee e agli sviluppi futuri che Krifi Wag sta intraprendendo.
C’é ancora tanto da raccontare.
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