H-Blockx – Fillin_the_Blank

L’esclamazione “ti sblocco un ricordo” è una di quelle espressioni che mi da ai nervi come poche al mondo (al pari di “è tanta roba”) ma, mio malgrado, è quello che mi è venuto in mente scoprendo che i mitici H-Blockx erano tornati in pista con un nuovo album! La band di Munster aveva animato la scena crossover europea con quel “Time To Move” del 1994, un mix caciarone e sfacciato di RATM, Faith No More, tamarranza teutonica e tanto divertimento che sfociarono in una incredibile versione di “Risin’ High” agli MTV EMA del ’95, una edizione dove duellarono con i Dog Eat Dog per il premio come Breakthrough Artist dell’anno (ovviamente perso…). Se la qualità, seppur derivativa, di quel disco non fu mai replicata (tanti i brani meritevoli tratti dall’esordio, dai singoli “Risin’ High” a “Move“, passando per “Little Girl” e una ignorantissima “Pour Me a Glass“). La nomea di party band probabilmente andava stretta a Henning Wehland e soci, ma la svolta più seriosa (per altro la band è sempre stata piuttosto schierata su posizioni antifa) e meno cazzona (vedi “Open Letter to a Friend”) non fece breccia presso il grande pubblico o, quanto meno, non aveva spostato gli equilibri di una fan base stabile e affezionata (traduzione: non hanno raggiunto nuove “leve” ai loro tifosi storici). Per farla breve, ritrovare a quasi 14 anni di distanza gli H-Blockx con un nuovo album mi ha lasciato ovviamente con un grosso punto di domanda: avrà un senso tornare dopo tanti in pista o rischiamo di cadere nella più classica e triste operazione nostalgia? Pur essendo di parte (la loro!) il timore di finire nella seconda categoria era tangibile, inutile girarci attorno! Però, a conti fatti, “Fillin_the_Blank” non è per nulla un disco malvagio e, a parte ogni tanto avere la sensazione di trovarsi di fronte al famoso meme di Steve Buscemi vestito da skater (la sciocca e pessima Licky_Licky”), “Fillin_the_Blank” si lascia ascoltare volentieri, in una sorta di riedizione più sobria e “adulta” di un crossover gioioso e scanzonato: le varie “Straight_Outta_Nowhere“, “Desperado” e “Last Summer” colpiscono nel segno e, ritrovare in forma
il buon Henning, seppur ingrigito, ci mette senz’altro di buon umore!

Fillin The Blank (2026 – Solitary Man Records)