
Secondo disco per le bergamasche Hellfox che, con questo “The Spectrum of Human Gravity”, danno consistenza ad un solido death metal dai tratti gotici e crepuscolari (con uno sguardo deciso verso la Scandinavia) e qualche inserto elettro/sinfonico. Il risultato è senz’altro più che buono, ed è innegabile come in sede di songwriting la band non si sia limitata a prendere spunto dai nomi “celebri” dei generi proposti (vengono in mente certi Amorphis per l’inclinazione malinconica, la scena swedish death metal tutta e, per le inclinazioni sinfoniche, gli Epica più diretti), ma apportare una certa personalità che fa brillare le varie composizioni, specialmente nella prima parte di tracklist, più “verace” e ispirata. Buona l’alternanza di voci, nel più classico intreccio growl/urlato/melodico, così come episodi più “leggeri” e rock come l’interessante “Pareidolia“, dalla buona progressione strumentale e atmosfere crepuscolari. Una piacevole conferma.
The Spectrum of Human Gravity (2025 – Rockshots Records)



