AWAKE FOR DAYS – Santi e peccatori

Torniamo a parlare con gli Awake For Days, band sarda che da anni sta facendosi notare attraverso tour e produzioni di livello. Con l’uscita del nuovo singolo “Heaven’s Favorite Sin” abbiamo avuto modo di parlare con il frontman e fondatore Lukas.

Bentornati sulle pagine di Suffer Mag, partiamo dalle basi, ossia come stanno andando le cose in casa Awake For Days?

Le cose in casa Awake For Days stanno andando davvero molto bene. Stiamo vivendo un momento estremamente stimolante, sia dal punto di vista creativo che umano, e la risposta del pubblico ai nostri ultimi due singoli ci ha dato una grande conferma. La soddisfazione più grande non sono solo gli stream o i numeri, ma vedere quanto le persone si stiano identificando con la nostra musica. Ricevere messaggi da chi ci racconta di essersi ritrovato nei nostri brani è qualcosa che vale molto più di qualsiasi statistica. Sentiamo di costruire un rapporto ancora più forte con la nostra fanbase e questo ci dà ancora più motivazione per continuare su questa strada. È un momento in cui percepiamo entusiasmo, fiducia e tanta voglia di guardare avanti, e credo che questo si rifletta anche nella musica che stiamo pubblicando.


Il 2026 possiamo dire sia un anno di cambiamenti drastici per la band, soprattutto a livello di sound, a iniziare proprio dal primo singolo pubblicato in primavera. Cosa vi ha spinto a cercare un percorso se vogliamo dire “Nuovo” e quali sono stati i passi necessari a mettere in piedi tutto ciò?

Sì, è vero. Il 2026 rappresenta un anno di grandi cambiamenti per gli Awake For Days, ma credo che molti li abbiano interpretati come un semplice cambio di sound. In realtà, il cambiamento più grande è avvenuto nel nostro songwriting. Negli anni siamo cresciuti come persone, come musicisti e come autori, e questa evoluzione si riflette inevitabilmente nella nostra musica. Non è una questione di tecnica o di complessità, perché quella ha sempre fatto parte del nostro DNA. La vera differenza è che oggi sentiamo l’esigenza di comunicare in modo più diretto, facendo in modo che il messaggio di una canzone arrivi alle persone con maggiore immediatezza, senza perdere profondità. Il primo passo è stato fermarci e chiederci chi volessimo essere davvero come band. Negli anni abbiamo avuto la fortuna di collaborare con persone che hanno contribuito alla nostra crescita artistica. Oggi, però, sentiamo di avere l’esperienza e la consapevolezza per guidare completamente la nostra direzione creativa. Questo ci ha permesso di scrivere con una libertà che prima, semplicemente per il modo in cui lavoravamo, non avevamo ancora raggiunto.  “Wake Up!” è stata la canzone che ha fatto da ponte tra il nostro passato e questa nuova fase. Con Heaven’s Favorite Sin abbiamo mostrato una delle sue sfaccettature. Non rappresenta una formula da replicare, ma uno dei tanti modi in cui oggi possiamo esprimerci. La nostra identità rimarrà sempre quella degli Awake For Days, anzi, oggi è probabilmente più definita che mai. Quello che cambierà sarà il modo in cui sceglieremo di raccontarla. Non vogliamo ripetere sempre la stessa formula, ma trovare ogni volta il linguaggio musicale più adatto alla storia che vogliamo raccontare. Che questo significhi spingere maggiormente sull’impatto, sulle melodie, su influenze diverse o su sonorità inaspettate, la priorità sarà sempre la stessa: essere autentici e mettere la canzone al primo posto. Più che reinventarci, abbiamo avuto il coraggio di essere fino in fondo gli Awake For Days. Credo che questa sia la vera evoluzione della band.

Nella band troviamo poi un nuovo chitarrista, che se non erro è statunitense. Come siete arrivati a lui e come è stato il percorso di inserimento all’interno di un progetto avviato come il vostro?
Sì, esatto. Da quest’anno la line-up degli Awake For Days si è completata con l’ingresso di una seconda chitarra, ed è una cosa che desideravamo da tantissimo tempo. Fin dagli inizi avevamo immaginato la band con due chitarristi, ma non eravamo mai riusciti a trovare la persona giusta.L’incontro con Eli è arrivato grazie al nostro tour manager negli Stati Uniti, che ci ha detto: “Credo di avere il chitarrista che state cercando”. Aveva ragione. Eli Erickson viene da Colorado Springs, insegna alla School of Rock ed è un musicista preparatissimo, nonostante abbia appena vent’anni.Molti ci chiedono perché siamo andati a cercare un chitarrista negli Stati Uniti. In realtà non è stata una scelta pianificata. Per anni abbiamo cercato anche in Italia, ma non siamo mai riusciti a trovare la persona giusta, sia dal punto di vista umano e musicale, sia per la disponibilità a intraprendere un progetto internazionale fatto di tour all’estero. Quando si è presentata l’occasione di conoscere Eli, ci siamo resi conto che era esattamente ciò che stavamo cercando. Inoltre, gli Stati Uniti rappresentano già da anni il mercato su cui stiamo investendo di più e dove vogliamo continuare a crescere, quindi avere un membro della band che vive lì è anche un vantaggio organizzativo e logistico per i progetti futuri.Al di là della tecnica, quello che ci ha conquistato è stato il suo approccio. Ha capito subito la visione della band, ha studiato il repertorio in pochissimo tempo, è venuto in Sardegna per provare e registrare con noi e ha iniziato fin da subito a dare il suo contributo anche dal punto di vista creativo.Oggi possiamo eseguire gli arrangiamenti esattamente come li immaginiamo, sfruttando il dialogo tra le due chitarre invece di affidare alcune parti alle backing track. È un valore aggiunto sia musicalmente che umanamente, e siamo davvero felici che oggi faccia parte degli Awake For Days.


Musicalmente un nuovo membro porta con sé nuovi input e stimoli?

Assolutamente sì. Ogni nuovo musicista porta con sé un bagaglio di esperienze, influenze e idee diverse, e questo è sempre un valore aggiunto. Eli ha una preparazione tecnica incredibile, ma quello che abbiamo apprezzato di più è il suo approccio. Ascolta, propone e mette sempre la canzone al primo posto. Non è arrivato per cambiare gli Awake For Days, ma per dare il suo contributo a un’identità che era già ben definita. Credo che sia proprio questo il punto di forza di una band: quando ogni membro aggiunge qualcosa di personale senza perdere di vista la visione comune. È quello che sta succedendo con Eli.

Partiamo da “Wake Up!” un brano molto energico a mio avviso. Cosa volevate trasmettere all’ascoltatore sia a livello sonoro che di testo?
Mi fa piacere questa domanda, perché Wake Up! è molto più di un semplice singolo: rappresenta il momento in cui gli Awake For Days hanno deciso di riprendere completamente in mano il proprio percorso.Dal punto di vista sonoro volevamo che il brano trasmettesse energia, urgenza e determinazione. Era la canzone perfetta per segnare l’inizio di questa nuova fase della band.Dal punto di vista del testo, invece, Wake Up! parla di quel momento in cui ti rendi conto che stai vivendo un percorso che non senti più completamente tuo. A volte succede quasi senza accorgersene: ci si abitua a lasciare che altre persone influenzino le nostre decisioni, fino al punto in cui la nostra voce rischia di passare in secondo piano. Il brano racconta proprio l’istante in cui dici “adesso basta”, ti riprendi la responsabilità delle tue scelte e torni a costruire il tuo futuro secondo la tua visione.In un certo senso rappresenta anche quello che è successo agli Awake For Days. È il brano con cui abbiamo deciso di riprenderci completamente la nostra identità artistica e di tornare a fare musica seguendo esclusivamente ciò in cui crediamo. Per questo ha un significato così profondo per noi.

Nella presentazione di “Heaven’s Favorite Sin” citate testualmente “Il nuovo singolo sul peccato che il mondo ha imparato a giustificare”. Cosa volete trasmettere con queste parole?
Quella frase racchiude il cuore di Heaven’s Favorite Sin. Quando parliamo del “peccato che il mondo ha imparato a giustificare”, parliamo di un meccanismo che si ripete continuamente nella storia dell’umanità. Ci siamo abituati a vedere guerre, violenza, persone costrette a fuggire dalle proprie case, crisi ambientali e decisioni prese nell’interesse di pochi come se fossero conseguenze inevitabili. Spesso tutto questo viene giustificato in nome della religione, dell’ideologia, della sicurezza, dell’economia o di un presunto bene superiore. È proprio questa normalizzazione che volevamo raccontare. Heaven’s Favorite Sin è una provocazione. Si chiede cosa succede quando chi compie determinate azioni arriva persino a convincersi di essere moralmente nel giusto, trasformando il proprio “peccato” in qualcosa da difendere, celebrare o addirittura considerare una missione. La canzone non è un attacco alla fede o alle convinzioni delle persone. È una riflessione su come la religione, le ideologie o qualsiasi forma di potere possano essere strumentalizzate per giustificare scelte che hanno un costo umano enorme. Più che offrire risposte, volevamo porre una domanda a chi ascolta: quante cose abbiamo smesso di mettere in discussione semplicemente perché ci sono state raccontate così tante volte da sembrarci normali? Se il brano riuscirà anche solo a far nascere questo dubbio, allora avrà raggiunto il suo obiettivo.

Musicalmente penso che ormai il vostro target di riferimento sia un pubblico più incline a band come Bad Omens e I Prevail per citarne un paio. Siete d’accordo? Come sono stati recepiti i due singoli dal vostro pubblico?

Sono assolutamente d’accordo. Hai citato due band che, insieme ad altre della scena moderna, hanno dimostrato che oggi si può costruire un’identità forte senza essere prigionieri di un solo genere musicale. Più che ispirarci a un suono preciso, ci hanno dato la conferma che si può essere versatili senza perdere credibilità. Anche noi vogliamo seguire questa filosofia. Non vogliamo essere ricordati per un genere musicale, ma per le canzoni che scriviamo. Ogni brano può parlare un linguaggio diverso, ma l’identità degli Awake For Days rimane sempre la stessa. Per quanto riguarda i due singoli, la risposta del pubblico è stata oltre le nostre aspettative. Wake Up! ha rappresentato il ponte tra il nostro passato e questa nuova fase, mentre Heaven’s Favorite Sin ha mostrato ancora più chiaramente la direzione che stiamo prendendo. La cosa più bella è che i fan non hanno percepito un cambio di identità, ma un’evoluzione naturale della band. Lo dimostrano i feedback che riceviamo ma anche la risposta sulle piattaforme di streaming.

Guardando invece oltre, cosa dobbiamo aspettarci da qui a fine anno?

Da qui a fine anno pubblicheremo sicuramente altra musica. Stiamo definendo gli ultimi dettagli, quindi non possiamo ancora svelare se sarà un nuovo singolo o una cover, ma in ogni caso rappresenterà un altro tassello di questa nuova fase degli Awake For Days. L’idea di realizzare una cover ci affascina molto. Non l’abbiamo mai fatto ufficialmente e pensiamo che potrebbe essere un modo interessante per reinterpretare una canzone che amiamo attraverso la nostra identità artistica, senza limitarci a riproporla. Parallelamente stiamo già lavorando al 2027, che sarà un anno molto importante per la band. Oltre alle nuove uscite, stiamo organizzando il ritorno negli Stati Uniti, dove vogliamo continuare a costruire il percorso iniziato negli ultimi anni e consolidare la nostra presenza dal vivo. Sarà un periodo intenso, ma siamo davvero entusiasti di quello che ci aspetta.

WEBSITE
www.awakefordaysofficial.com