KILLER KARMA – Next Cool Things

Provenienza: Torino.

Line-up: Una voce, due chitarre (solista e ritmica), un basso e una batteria.

Anno di formazione: 2023.

Genere: Alternative Rock.

Artisti che hanno influenzato la nascita del progetto: Limp Bizkit, Rage Against The Machine, Red Hot Chili Peppers, Weezer, Green Day, Caparezza.

Quale particolarità degli artisti menzionati hanno colpito la vostra attenzione: La particolarità del progetto proposto, la capacità di esprimere diversi messaggi con un vasto range di sonorità, la grinta e l’enorme carica percepita nei live, la naturalezza con cui viene unito e proposto il tutto.

Raccontateci la vostra prima volta in studio: La prima volta in studio è stata emozionante, ma allo stesso tempo molto naturale: sembrava il luogo dove tutto assume un senso e dove poter dare forma alla nostra musica e alle nostre idee. Ci siamo divertiti molto e abbiamo anche tirato fuori alcune idee nuove in corso di registrazione. Direi che è il nostro habitat.

Come nasce una vostra traccia: Può nascere da ogni componente della band. É capitato che Johnny (il cantante) arrivasse con un pezzo già pronto e che fosse solo da arrangiare meglio, altre in cui la stessa cosa è stata fatta da Cau (il batterista). Nella maggior parte dei casi è stata un’unione di idee, che partono dal riff di Simon (bassista) o di Matt (chitarrista). Anche le jam session in sala prove sono state fondamentali in molti casi.

Parlateci in chiave songwriting del vostro nuovo singolo, come è nato e come è stato sviluppato: “Meant to Fly” è un brano scritto dal cantante, anche se originariamente il riff di chitarra era leggermente diverso ed è stato poi riadattato da Matt, il chitarrista ritmico. É stato pensato e composto “chitarra acustica – voce”, per poi essere sviluppato dalla band al completo. Dopo svariate ore di sala prove, dove basso e chitarra ritmica hanno trovato la loro dimensione, siamo arrivati ad una versione definitiva, con la scrittura del solo da parte di Paraf (il chitarrista solista) e gli ultimi aggiustamenti di batteria.

Parlando invece del tema trattato nel testo, come descrivereste il concept: Il brano è nato per esprimere disagio verso il controllo mediatico, le pubblicità sempre più asfissianti e presenti nelle nostre vite e contro un sistema, che è quello della società di oggi, che non rappresenta più il volere delle persone, ma le assoggetta. Nella canzone, il messaggio è chiaro: disubbidite alle ingiustizie, disubbidite alle arroganze, disubbidite alle regole senza senso. Ed è quello che facciamo e che faremo anche noi.

Quali sono a vostro avviso i tre punti fondamentali sul quale far nascere e crescere un progetto musicale: Per noi i punti fondamentali sono essenzialmente: Costanza, Carattere, Farsi conoscere. La costanza è fondamentale per andare avanti; Se in un progetto non sei pronto a dare tutto, sempre, allora è meglio smettere dal principio. Il carattere è forse ancora più importante sotto due punti di vista. Il primo, non bisogna mai farsi abbattere dalle situazioni. Se non hai il giusto modo di affrontare le situazioni e i problemi, diventa difficile arrivare in alto; Il secondo dal punto di vista dei live. Sul palco bisogna tirare fuori il carattere, bisogna dare il 100% e non vergognarsi di niente, o la gente percepirà il tuo disagio e sarà la fine. Infine farsi conoscere e purtroppo, al giorno d’oggi, senza social non vai da nessuna parte. É quindi importante curarli, per dare un’immagine di sé, professionale e strutturata.

Facendo un riassunto, come sta andando il vostro 2026 in termini di band e cosa avrà in serbo per voi da qui a fine anno? Il 2026 è iniziato bene e sta proseguendo meglio. Abbiamo fatto uscire il singolo “Meant to Fly”, che su Spotify e Ig sta ottenendo degli ottimi risultati. Abbiamo in programma due live nei prossimi mesi, di cui uno si terrà al “Blah Blah”, uno dei luoghi più conosciuti per la musica live a Torino. In termini di social stiamo avendo una crescita e un riscontro costante. Insomma, per ora, tutto fila liscio.

Vi ritenete più a vostro agio in studio o su un palco? Dipende a chi di noi lo chiedi. Per Johnny, sicuramente il palco, ma credo che più in generale lo studio sia il luogo più avvezzo a tutti.

Meglio la libertà offerta dal DIY o avere al seguito una label/management in supporto? Avere una label o un manager che ti segue, può aiutare molto nello sviluppo di un progetto. Sicuramente c’è da scendere a compromessi, però è anche vero che se ciò ti porta a dei risultati importanti, senza snaturare ovviamente chi sei, direi che la seconda opzione è quella più indicata.

Un obiettivo e il sogno nel cassetto nel breve/medio termine: Vorremmo partecipare a X-Factor, per avere una cassa di risonanza più ampia e fare un’esperienza che ci possa far crescere come band. Poi sicuramente si punta a fare uscire il nostro primo album entro un anno e di registrare il primo videoclip. Infine, vorremmo calcare dei palchi importanti: sarebbe un sogno suonare davanti ad una platea di persone, che si divertono ed emozionano con noi.

WEBSITE
www.instagram.com/killerkarma_official

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