MIXTAPE

Riuscirà Beethoven & Dinosaur a bissare il successo del visionario The Artful Escape? Scopriamolo insieme nelle recensione del nuovissimo Mixtape!

Johnny Galvatron ha senz’altro tanto da dire, questo è innegabile! Dopo l’esperienza con la sua band omonima – un album e un EP e, pare, un seguito di culto in Australia nella scena post-punk/elettronica – il buon Johnny si è dedicato anima e corpo alla sua nuova creatura, lo studio Beethoven & Dinosaur, per dedicarsi allo sviluppo di videogiochi. L’opera prima, The Artful Escape, aveva ammaliato giocatori e critica – oltre a inaugurare il deal con il publisher Annapurna Interactive, collaborazione che continua anche con Mixtape – con un lavoro breve ma folle, un viaggio psichedelico e romantico nei panni di Francis Vendetti, aspirante musicista alla ricerca di ispirazione e di qualche punto fermo nella propria vita, che accompagniamo durante il suo peregrinare in quel dell’immaginaria cittadina di Calypso: un platform game sui generis, con tanti elementi cinematografici, tantissima musica e un livello artistico/onirico enorme, per una esperienza breve (il tutto si risolve in 3/4 ore), ma intensa!

Bissare un successo è sempre difficile ma, Mister Galvatron, sembra non perdere un colpo: la musica ovviamente è ancora più elemento centrale di questa “esperienza”, perché in Mixtape rappresenta l’essenza stessa sulla quale si dipana la storia dei tre protagonisti, la music-addicted Stacey Rockford (Rockford piccola per chi conosce la sorella), la problematica Cassandra e il fancazzista (e metallaro) Slater.Mixtape racconta l’ultimo giorno a Blue Moon Lagoon di Rockford visto che, all’indomani, l’attende un volo per NYC per raggiungere la sorella maggiore e iniziare un tirocinio come supervisore musicale, ossia chi seleziona i brani giusti per il cinema, pubblicità e programmi televisivi. Una aspirazione tra l’altro più che legittima visto che Rockford scandisce le sue giornate a suon di mixtape e vive letteralmente per la musica. E anche Mixtape viene scandito in capitoli, che non sono altro che brani di un mixtape vero e proprio creato apposta da Rockford come colonna sonora di questa ultima serata insieme ai suoi amici che, nei piani del terzetto, culminerà con una grande festa.

Parlavamo di “esperienza”, perché è fuori discussione che il gameplay di Mixtape è ridotto all’osso: parliamo infatti più che altro di mini game – sessioni si skate, mini platform, associazioni elementari – ed esplorazioni molto limitate con interazioni guidate e lineari. Una scelta che da un lato spoglia il titolo di uno spessore prettamente videogiochistico, ma che enfatizza la volontà del team di creare un vero e proprio musical, un lungometraggio – il titolo può essere completato in 3 ore e mezza circa, replicando la breve durata del suo predecessore – che pone tutto l’accento sui personaggi, le loro interazioni, la storia e le inquadrature cinematografiche. E sì, non ce ne siamo dimenticati, la musica!

La capacità di Rockford – adorabile come rompe la quarta parete annunciandoci le canzoni – di scandire ogni fase della giornata in musica, ci regala una soundtrack davvero intrigante che fa da sottofondo ai minigiochi ma anche a sequenze cinematografiche molto appaganti, sottolineando il mood del momento ed enfatizzando una storia con la quale è difficile non empatizzare. Potremmo pensare ad un Life Is Strange in versione light, ma sarebbe quasi come minimizzare lo sforzo dei ragazzi di Beethoven & Dinosaur che, diamogli atto, hanno dato fondo al loro lato passionale per sfornare un piccolo gioiellino cozy game.

Peccato che non siano stati approfonditi personaggi davvero promettenti (su tutti Jenny La Piattola, ma anche nelle sue breve comparsate lascia decisamente il segno!), ma nell’ottica di un titolo one-shot, ci sembra una scelta lecita: lasciare qualcosa in sospeso, non raccontare tutto, rimandare al fattore “emozionale” del giocatore. Arrivati ai titoli di coda siamo rimasti con un sorriso agrodolce stampato in faccia: se l’obiettivo era raccontare in modo eccellente una storia di crescita, di amicizia, di nuove opportunità che la vita ti concede, non possiamo che bollare il tutto come completamento riuscito. Ci rimarranno nella memoria una manciata di inquadrature e situazioni memorabili (la scena della macchina con “Freak” dei Silverchair sparata a palla, la “distruttiva” sessione di skate con “Love” degli Smashing Pumpkins e una amarissima “Most of All” di B. J. Thomas), tanta eccellente musica e tre personaggi che ti entrano in circolo e che già ci mancano. E sì, anche un po’ di malinconia.

Soundtrack:

Devo – That’s Good
The Cure – Plainsong
The Jesus and Mary Chain – Just Like Honey
Lush – Monochrome
The Chi-Lites – Have You Seen Her?
Mitch Murder – Remember When
Mondo Rock – State of the Heart
Stan Bush – The Touch Click Here
B. J. Thomas – Most of All
Portishead – Roads
Silverchair – Freak
The Smashing Pumpkins – Love
Iggy Pop – Candy
Alice Coltrane – Galaxy in Turiya
Roxy Music – More Than This
Siouxsie and The Banshees – Spellbound
Rainbow – Sensitive to Light
Harper’s Bizarre – Witchi Tai To
John Paul Young – Yesterday’s Hero
Stan Bush – Dare
Joy Division – Atmosphere