
Dall’esperienza di Abel Is Dying e To The Embers, due gruppi lombardi che hanno animato la scena deathcore/hardcore/metalcore tra gli anni 2005 e 2015 circa (dei primi mi ricordo un pirotecnico e meraviglioso concerto durante un carnevale in un centro sociale del milanese, con frizzi lazzi e mosh profuso, ma questa è un’altra storia!), ritroviamo la new entry Already Buried, band che esordisce con questo EP di sei brani. New Entry certo, ma come anticipato non ci troviamo di fronte ad esordienti assoluti, e l’esperienza accumulata in passato si “legge” in una capacità di costruire brani hardcore diretti e articolati, ma con un approccio sempre molto spontaneo e, nonostante le grafiche e il titolo del lavoro, non opprimente. Non parliamo del famigerato happy-hardcore di Turnstile e compagnia varia, anzi… gli Already Buried riprendono il verbo hardcore metallizzato più vicino a Terror o per certi versi ai Cruel Hand, con una “scorrevolezza” invidiabile. Se prendiamo come esempio di questo mood “Nice Shoes” ritroviamo un pezzo davvero clamoroso, sferzante e accattivante il giusto, con tanto groove ed energia. Esordio più che convincente.
Bad Things Happen and People Get Hurt (2026 – Rebuilding)