Roman Candle – Unadulterated

Notevole debutto per i Roman Candle, band di Las Vegas che negli scorsi mesi aveva disseminato interessantissime anteprime che ci avevano allertato su un possibile top album per questa prima parte di 2026. Le premesse, e le promesse, di quella manciata di brani sono state mantenute, dove Piper Ferrari si dimostra una furia al microfono, pronta però a mostrare brandelli di vulnerabilità che amplificano ancora di più se possibile i momenti di furia iconoclasta. Se prendiamo una solida base hardcore metallizzata e la mischiamo con le soluzioni più viscerali al limite dello screamo di inizio millennio (in certi giri di chitarra e nell’uso delle melodie vocali completamente slabbrate), abbiamo una buona fotografia di un disco che suona grezzo e “di pancia“, assolutamente convincente nel restituire all’ascoltatore un senso di rabbia e impotenza. Se prendiamo Lady Lazarus o “Nothing is Original”, ritroviamo tutte queste influenze frullate e metabolizzate in una forma-canzone davvero impressionante. Sul versante più diretto e senza fronzoli, l’inziale “Blasphemous Act” asfalta tutto quello che ci circonda, mentre la palma di brano più interessante lo vince a nostro parere “On Second Thought Maybe Gaslighting Is Real”, con un interessante uso di alternanza di atmosfere, più rallentate e groove, e la voce di Piper sempre in primo piano. Debutto notevole, violento ed emozionante: non vediamo l’ora di vederli dal vivo!

Unadulterated (2026 – Sumerian Records)