
Stiamo facendo “girare” da parecchie settimane questo esordio sulla lunga distanza (dopo un paio di EP) delle sorelle Mercedes Arn-Horn e Phoenix Arn-Horn che, con il monker Softcult, hanno dato alle stampe un album davvero interessante e, dobbiamo ammettere, che l’indice di gradimento non accenna a diminuire. Pensate alla scena grunge/lo-fi/shoegaze/alternative anni ’90, prendetene le melodie sghembe, quel senso di malinconia che pervade ogni nota con quel retrogusto però tutto sommato agrodolce (chiaro no?) che non affossa l’ascoltatore. Ecco, “When A Flower Doesn’t Grow” possiede senz’altro questo quid, per un album che cresce di ascolto in ascolto e che, pur partendo sotto tono, prende quota dopo qualche brano: dal ritornello incalzante di “She Said, He Said” in poi infatti (track n°5), “When A Flower Doesn’t Grow” sembra non perdere un colpo. La vorticosa “Hurt Me” e la ballad “I Held You Like Glass” ci traghettano per mano al vero pezzo da 90 della raccolta, la programmatica “Queen of Nothing“, dal denso significato e ricca di chiaro scuri sonori. La successiva “Tired“, una sfuriata punk a prima vista fuori contesto, ci porta al gran finale con “Not Sorry” e la titletrack, dove tutte le influenze delle due sorelle canadesi emergono nel modo più personale e scintillante. Saranno pure delle underdog ma questo disco scommettiamo sarà presente in tante classifiche di fine anno!
When A Flower Doesn’t Grow (2026 – Easy Life Records)



