WITH LOVE – “Yours, Truly”: memoria viva di un’eredità che continua a bruciare

A quasi trent’anni dai primi passi, i With Love tornano a risuonare con una forza sorprendentemente intatta grazie a “Yours, Truly”, la raccolta definitiva che riporta su vinile i loro primi lavori, gli split più rari e persino un inedito rimasto nel cassetto. Un progetto nato dalla collaborazione tra Shove Records e Green Records, che non si limita a recuperare materiale del passato, ma lo riconsegna alla scena come un atto di memoria collettiva, emotiva e sonora.

Parlare oggi dei With Love significa parlare di una stagione irripetibile dell’hardcore italiano, fatta di caos, sperimentazione, fragilità e fuoco creativo. In questa doppia intervista, Manuel di Shove Records e i membri della band ripercorrono la storia, le scelte e il significato profondo di questa uscita che arriva come un cerchio che finalmente si chiude.

WITH LOVE – “Yours, Truly”: memoria viva di un’eredità che continua a bruciare

Manuel, Shove Records compie 30 anni proprio mentre “Yours, Truly” vede la luce. Quanto ha pesato questo anniversario nella decisione di riportare in vita i primi lavori dei With Love e farli finalmente approdare su vinile?
(Manuel) L’idea di riportare in vita i primi lavori dei With Love è nata molto prima del pensiero che la Shove sarebbe arrivata a compiere 30 anni… L’idea di recuperare gruppi degli anni ’90 e primi 2000 è nata molti anni fa da parte del sottoscritto, che ha un legame particolare con quel periodo. E i With Love sono stati uno dei miei primi pensieri in questo… li reputo una band fondamentale per tutto lo screamo (emo-violence, ecc.) che è nato dai primi 2000 in poi.

Il progetto nasce dal recupero di materiale fondamentale per la scena hardcore italiana di fine ’90 e primi 2000. Qual è stato il momento in cui hai capito che questo lavoro non era solo una ristampa, ma un vero atto di memoria collettiva?
(Manuel) Credo da subito, perché penso che nel periodo dal 1992 ai primi 2000 (entro il 2002) siano nate parecchie band molto interessanti, ed alcune ho avuto la fortuna di poterle “produrre”, ad esempio gli Encore Fou.

La rimasterizzazione di Carlo Altobelli ha ridato una nuova potenza al materiale originale. Quali erano le tue priorità sonore per questo progetto e quali sfide avete incontrato nel riportare alla vita registrazioni così iconiche?
(Manuel) Carlo ha fatto un lavoro strepitoso; sia io che Giulio, ma soprattutto i With Love, siamo stati entusiasti del suo operato. Visti tutti i lavori da lui fatti negli anni precedenti con le release della F.O.A.D., non c’erano dubbi sul risultato finale. Le priorità erano soprattutto dei With Love, che volevano ridare il giusto suono alle loro registrazioni. Grazie per aver dedicato del tempo alla Shove e grazie per questa intervista.

VINYL PREORDER: https://shoverec.bandcamp.com/album/yours-truly

Per chi vi ha visti dal vivo negli anni d’oro, With Love significa caos, intensità e una fisicità quasi rituale. Rivedere oggi quei brani pubblicati su vinile vi ha fatto riscoprire qualcosa di voi stessi che magari avevate dimenticato?
(Nicolò) Non particolarmente. Certo, è stato molto entusiasmante e stimolante il lavoro di ricerca dei materiali audio e fotografici, ci ha permesso di rientrare in contatto e di collaborare con persone che non sentivamo da anni (forse decenni), ma non credo di sbagliare dicendo che ognuno di noi cinque, a modo proprio, sta portando avanti quotidianamente l’enorme patrimonio lasciato dalle esperienze passate con With Love, senza mai perdere di vista il concetto di d.i.y. Questo progetto, nonostante le vicissitudini, gli anni trascorsi, continua a bruciare di una fiamma perpetua e inesauribile. Mi piacerebbe poterla definire “eterna”, ma niente lo è.

(Paolo) Per me avere i primi due album su vinile ha un significato immenso. Al tempo in cui uscirono i dischi pareva che i CD soppiantassero i vinili e, sebbene tutti noi amassimo i vinili, per qualche oscuro motivo allora è parso a tutti naturale — etichetta compresa — farli uscire solo in CD. Per me – ma parlo solo a livello personale – i WL sono rimasti un libro incompiuto, qualcosa che mi si è bruciato in mano troppo in fretta, e vedere adesso l’uscita di quest’opera rappresenta un capitolo in più del libro, che forse non sarà mai terminato, ma che almeno è più completo.

(Nico) Penso che al tempo With Love siano stati fortemente penalizzati dal non avere i due album in vinile. Ricordo ancora le persone che li chiedevano al banchetto dopo i concerti. Devo ammettere però di non aver scoperto nulla di nuovo. Non ho mai dimenticato, ma piuttosto continuato ostinatamente il progetto esistenziale di cui With Love sicuramente è stato un momento essenziale.

“Yours, Truly” riunisce i vostri primi due album, lo split con Mindless Collision e il 7” Wolf In The Modern Fairytale, più un inedito. Se doveste scegliere un brano che rappresenta davvero l’essenza dei With Love di quegli anni, quale sarebbe e perché?
(Nicolò) Essendo entrato nella band con il secondo disco, sento di essere molto legato al pezzo “Swallowing Indigestible Food”, che a mio giudizio rappresenta un “game changer” che ha fatto da spartiacque tra le primissime sonorità di With Love e quelle successive.

(Paolo) C’è da dire che l’evoluzione dei WL negli anni è stata veloce e incontrollabile. Il demo ha sonorità diverse dal primo disco, il secondo disco ha sonorità ancora diverse e forse più mature, e il 7” Wolf in Modern Fairytales rappresenta un’ulteriore evoluzione verso quella che poi è stata l’ultima incarnazione dei WL, noise e caotica.
Io scelgo tre brani:
– “Bontà” (dallo split con i Mindless Collision), perché rappresenta forse l’apice della prima fase dei With Love;
– “Canone veloce n.” del primo album, perché nei miei ricordi era quella dove nei nostri concerti si scatenava maggiormente quello che tu hai definito “caos, intensità e fisicità”;
– “Eat Him! Drink Him!” da I Love Cul de Sac.

La vostra musica è spesso descritta come un equilibrio instabile tra furia emotiva, sperimentazione e vulnerabilità. Guardando indietro, quanto di quell’urgenza nasceva dalla scena hardcore di allora e quanto invece da un bisogno personale di espressione?
(Nicolò) Non amo il termine “urgente” e non vedo urgenza nel suono di With Love. Preferisco descrivere la nostra musica come dedizione, costanza e continuità date dalla voglia di stare insieme, di condividere qualcosa che ci facesse stare bene e che ci desse la possibilità di viaggiare, di confrontarci e di fare continua ricerca. È stato un modo per evadere dalla provincia, dalla mancanza di stimoli, dal non sentirci parte di comunità del tutto indifferenti a qualsiasi forma di controcultura.

(Paolo) A mio parere c’era un’urgenza. Ma questa urgenza era dovuta soprattutto alla necessità di creare qualcosa di diverso, di nostro e di coinvolgente; qualcosa che rompesse gli schemi della società in cui vivevamo e che ha finito anche per rompere gli schemi della scena hardcore di allora. Penso che, se non il primo, certamente siamo stati uno dei primissimi gruppi italiani a essere considerati “emo”, e abbiamo giocato molto – in modo ovviamente provocatorio – su questa etichetta che ci era stata affibbiata, unitamente ai cliché della scena di allora. Ma questa urgenza veniva espressa in tanti altri modi: mediante la scrittura di fanzine, l’organizzazione di concerti o contest di skate, il tutto fatto con lo spirito di realizzare qualcosa di creativo, alternativo ma fruibile e coinvolgente al tempo stesso.

(Nico) Per un lungo periodo With Love sono stati estremamente urgenti per me. Questa necessità nasceva indubbiamente dal malessere e dal senso di isolamento che provavo venendo dalla provincia. With Love – e qualsiasi forma di attivismo legata all’underground – sono stati vitali per affrontare quegli anni e improntare quelli a seguire.

Oggi molti considerano With Love una band che ha lasciato un’impronta profonda sulle generazioni successive. Che sensazione fa vedere che la vostra eredità continua a crescere e ispira ancora nuovi musicisti e ascoltatori?
(Nicolò) Sicuramente ci fa un immenso piacere.

(Nico) Se davvero così fosse non potrei che esserne felice. Ricordo bene quando a Marco Mathieu raccontavo di quanto importanti fossero stati i Negazione per me, oppure a Ray Cappo gli Youth of Today…

WEBSITE
shoverec.bandcamp.com