ROBERTO BAGAZZINI – Dream on!

Con “Dreams” il compositore Roberto Bagazzini si affaccia al panorama musicale con una dose di coraggio comune a pochi, mettendo insieme un disco che con intelligenza e gusto avvicina a modo suo svariati scenari sonori, dallo strumentale alle colonne sonore passando per il rock. Lo abbiamo incontrato e questo è il resoconto di questa interessante chiaccherata.

ROBERTO BAGAZZINI - Dream on!


Roberto Bagazzini, compositore e musicista che stando a quanto proposto nel debut album “Dreams” da l’impressione di non volersi “fermare” a quella zona di comfort legata al puro lato strumentale/colonne sonore, ma bensì di propenso a guardare oltre, al rock e perché no, al pop. Come è stato pensato e sviluppato questo lavoro?

Lo studio e la sperimentazione musicale è il mio status quotidiano, con l’esperienza dell’orchestrazione classica e le basi del contrappunto che abbracciano la melodia, l’idea è di ritornare ad uno stile Pop/Rock più melodico e meno “rumoroso”, a volte con il supporto di testi di autore.

Come anticipato, il tuo background artistico abbraccia chiaramente il mondo strumentale, portandoti nel disco stesso ad esplorare e contaminare il tutto con elementi legati forse più al mondo del rock che ad altro. Quanto è stato complesso e al tempo stesso stimolante approcciarsi alla musica in una maniera di base forse insolita per chi, come te, arriva da un percorso artistico legato a colonne sonore cinematografiche e simili?
Da anni siamo in stallo con la cultura musicale, i loop infiniti affidati ad un paio di accordi diventano assordanti. Questo è stato per me lo stimolo per inserire in contesti diversi suoni classici ed elettronici, con armonie che abbracciano diversi stili, dalla musica classica al rock, dall’elettronica al jazz.

In Italia questo tipo di proposte vengono spesso e volentieri definite di “nicchia” per la difficoltà con la quale si inseriscono in contesti usuali come quello rock, classica e via dicendo. Trovi che questa tendenza nel dover per forza etichettare ogni proposta vada a sminuire gli sforzi fatti dall’artista? Se sì come si può andare oltre a queste barriere invisibili dando quindi la meritata visibilità a prodotti come “Dreams”.
In effetti è difficile etichettare le varie tipologie di brani che sono nati in questa ricerca artistica. Credo che una giusta e semplice definizione per me, ma anche per altri artisti e compositori, sia quella di “Musicista”, al quale andrebbero riconosciuti i giusti spazi per esprimersi al pubblico senza complicati titoli di genere. L’assenza di questa possibilità, da forza ai muri visibili che innalzano le majors per imporre il brano del momento, scelto solo per fare cassa.

Oltre all’aspetto musicale “Dreams” è anche un contenitore di messaggi che hai voluto offrire all’ascoltatore, affrontando diverse tematiche attuali e non. Vuoi dirci qualcosa in più a riguardo e come sono stati scelti i vari temi di questo lavoro?

Personalmente ho a cuore alcune idee che secondo me potrebbero contribuire nello sviluppo di un mondo migliore, Il primo tema è quello dell’Amore che pervade la nostra esistenza e che può salvarci dalle intemperie della vita. Nasce quindi un tema parallelo che sottolinea come sia determinante il rispetto del prossimo e della natura che ci circonda. Ho semplificato…, occorrerebbe leggere molto del passato e del presente degli esseri umani, la storia potrebbe essere una nostra grande alleata.

Se non sbaglio sei di Roma, la culla italiana per quel che riguarda il puro lato cinematografico. Quanto ha dato Roma e questo suo respiro cinematografico internazionale al tuo percorso artistico?
Il cinema è stato determinante per me, ha contaminato la mia anima; la musica che sottolinea il passaggio di determinati fotogrammi, suscita in me un’emozione unica. In Italia abbiamo avuto registi eccezionali che hanno dato spazio a compositori musicali che sono stati fondamentali per il successo di molti film, uno su tutti il Maestro Ennio Morricone.

ROBERTO BAGAZZINI - Dream on!


Con il primo singolo “Che ne sarà” ti sei voluto presentare con un brano a mio avviso coraggioso rispetto a quanto presente nella tracklist del disco, un brano d’impatto che abbraccia il rock così come il puro lato radiofonico. Come sei arrivato a scegliere questa traccia come apripista e quali sono a tuo avviso le sue peculiarità?
Anche se scritto molti anni fa, ritengo che il brano “Che ne sarà” ha uno stile moderno, la musica ha un ritmo incalzante ed il testo “purtroppo” è perennemente attuale.

Nel disco troviamo un altro nome noto della scena musicale romana, Roberto Sterpetti del KLEE Project che oltre a essere ospite all’interno di questo nuovo lavoro ha collaborato con te anche sulla parte di registrazione e produzione. Due background artistici differenti ma che una volta uniti hanno dato frutti interessanti a mio avviso. Vuoi parlarci di questa collaborazione?
Non sono più un’emergente musicista in cerca di spazi alla moda, cercavo un arrangiatore che potesse sviluppare alcune mie idee, ho conosciuto Roberto Sterpetti molti anni fa, grande professionista e talent scout , grande voce e curriculum invidiabile per gli intenditori di musica; c’è stata un’intesa umana e musicale che con il tempo ha maturato in una ottima collaborazione artistica che fonde diversi tipi di esperienze e preferenze musicali.

Pensi che questo progetto rimarrà legato prettamente all’aspetto in studio o possa trasformarsi anche dal punto di vista live in qualcosa di concreto?
Purtroppo in questo periodo storico il Web è padrone di certi meccanismi, ma non sarebbe male presentare musica live in qualche teatro o spazio dedicato.

Grazie del tempo offertoci, a te la chiusura!

Dedico questo esperimento artistico a tutti/e i/le giovani o meno giovani che fanno musica o sono appassionati di qualche strumento musicale comprese le corde vocali. Ci vuole tenacia e la resistenza ai vari “NO”, aggirare le porte chiuse e non arrendersi al meccanismo di consumismo globalizzato che si è creato nel mondo, specialmente in Italia, dove imperano i soliti nomi e le solite case discografiche. Buona Musica a tutti e grazie di cuore.

WEBSITE
www.robertobagazzini.it

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