PANDOREA – Next Cool Things

Provenienza: Modena

Line-up: Sara Valenti (chitarra), Ambra Pincelli (voce), Giulia Camellini (chitarra), Alice Nocetti (basso), Virna Mantovani (batteria)

PANDOREA - Next Cool Things

Anno di formazione: 2016

Genere: Alternative Rock

Artisti che hanno influenzato la nascita del progetto: Halestorm, The Pretty Reckless, Flyleaf

Quale particolarità degli artisti menzionati hanno colpito la vostra attenzione:Sono tutte band female-fronted caratterizzate da un genere piuttosto grintoso, ma senza trascurare mai la melodia.

Raccontateci la vostra prima volta in studio:Era il luglio del 2018. Dopo un’intensa ed impacciata sessione di pre-registrazioni totalmente home-made eseguite in sala prove, eravamo in procinto di registrare l’EP “XX”. Era per tutte la prima esperienza in studio di registrazione, perciò ci sentivamo molto entusiaste ed emozionate. Abbiamo registrato le parti di batteria presso Bombanella Soundscapes dove abbiamo trovato una grandissima professionalità (oltre a tramonti mozzafiato tra le colline maranellesi!). Tutto il resto invece è stato prodotto, inciso e mixato presso il Lemon’s Head studio di Federico Truzzi (Sleeping Romance). Lí abbiamo scoperto la parte divertente, leggera e creativa del lavoro di registrazione grazie ad un ambiente amichevole e caloroso.

Come nasce una vostra traccia: Tante volte ci chiedono chi scrive i testi e chi le melodie all’interno del gruppo, ma la verità è che lo facciamo tutte, in modi e momenti diversi. Non ci sono regole precise, solo idee che attendono di essere sviluppate a partire da un riff o da un testo. A volte succede però che la nostra batterista Virna, che possiamo definire come la mente compositiva più tecnica, arrivi già con un’idea strutturata e, a quel punto, basta che ciascuna metta un po’ del proprio per dare al brano un tocco “Pandorea” a tutti gli effetti!

Parlateci in chiave songwriting del vostro nuovo EP, come è nato e come è stato sviluppato: “Bed of Thorns” ha preso forma, come tanti altri lavori attuali della scena, soprattutto durante il periodo pandemico. La prima canzone che abbiamo scritto, ed anche quella che ha subìto più revisioni, è stata “Il Velo di Maya”, forse perché ci trovavamo nel pieno di un periodo di cambiamento, dovuto principalmente a un cambio inaspettato all’interno della formazione. Questo avvenimento ha causato un inevitabile “stop”, che ci è servito per recuperare l’equilibrio della band e ristabilire le priorità. Che fare? Nel bel mezzo di un blocco dello scrittore, solo di una cosa eravamo certe: non volevamo fermarci. All’ingresso di Virna nel progetto abbiamo ripreso il filone compositivo ed abbiamo iniziato a scrivere i nuovi pezzi: una scrittura più dura, cupa, frutto di consapevolezze che si erano fatte largo in quel periodo di chiusura. Giulia ha sicuramente dato il maggiore contributo in tal senso, portando testi tante volte già completi, a partire dai quali sono stati sviluppati i brani che potete ascoltare oggi. 

Parlando invece dei temi trattati nei testi, come descrivereste il concept: Da sempre ci siamo sentite molto toccate da tematiche che spaziano dal diritto di ogni individuo all’autodeterminazione, alla crisi esistenziale, alla difesa dei diritti LGBTQIA+, alla coltre di apparenze e falsità generate dai social media, fino agli sconvolgimenti climatici e ambientali. Portare l’attenzione e sensibilizzare il nostro pubblico su questi temi sono gli obiettivi che stanno alla base di “Bed of Thorns”. Sono argomenti quanto mai attuali e controversi, a nostro parere quasi sempre ignorati o minimizzati dalla società in generale, e soprattutto da governi e istituzioni che per primi dovrebbero prendere posizione a riguardo. Questioni scomode delle quali tutti siamo consapevoli, ma che molti di noi scelgono di non vedere, perché chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà è più facile che affrontarle. Da qui derivano il titolo dell’EP e la sua copertina, sulla quale spessi rovi avvinghiano e feriscono una figura eterea e androgina. L’abbiamo scelta volutamente ispirandoci al personaggio di Lady Oscar, per rappresentare la purezza perduta e l’universalità del messaggio che vogliamo trasmettere, rivolto indistintamente a ogni essere umano affinché si risvegli e capisca l’importanza di non restare indifferenti. 

Parlando invece di strumentazione, descriveteci la vostra backline: L’abbiamo aggiornata di recente: viste le atmosfere cupe, i riff decisamente più aggressivi rispetto al nostro precedente EP, era assolutamente necessaria una strumentazione che ci permettesse di riprodurre al meglio il sound di “Bed of Thorns”. Probabilmente siamo state abbastanza caute in questo rinnovamento, considerando che abbiamo appena acquistato due testate, mentre la maggior parte dei colleghi musicisti ci consiglia vivamente di passare al digitale… ma che ci possiamo fare, abbiamo appena scoperto il calore delle valvole! In ogni caso, anche grazie agli in-ear di Ambra e all’uso delle basi live, la differenza rispetto a qualche anno fa è di sicuro evidente!


Quali sono a vostro avviso i tre punti fondamentali sui quali far nascere e crescere un progetto musicale: Un progetto musicale dopo qualche anno diventa come una famiglia e, come tale, attraversa periodi di gloria, stabilità, ma anche difficoltà e frustrazione. In quest’ultimo caso sicuramente ciò che può far superare l’ostacolo è avere un obiettivo comune. Con la consapevolezza che in Italia è difficile emergere come musicisti, i punti sui quali contiamo per continuare a crescere insieme come gruppo e arrivare a calcare palchi sempre più grandi nel Bel Paese, sono:

  1. Non perdere la determinazione e la pazienza. Qualsiasi cosa accada, e per quanto negative possano essere certe situazioni ed esperienze, non bisogna mai lasciarsi abbattere. Se si crede davvero in qualcosa, si deve portarlo avanti fino in fondo!
  2. Rimanere sempre umili. Quando arrivano le soddisfazioni (per fortuna ogni tanto ci sono anche quelle!) non bisogna mai dimenticarsi né da dove si è partiti, né che non si smette veramente mai di imparare. 
  3. L’ascolto reciproco. Quante volte si vuol far valere la propria opinione su quella altrui, senza tenere a mente che le cose belle accadono quando si uniscono più teste pensanti? 

Facendo un riassunto, come è stato il vostro 2023 in termini di band: È stato l’anno della svolta, nonché il più intenso ed impegnativo finora… ma ci ha regalato delle soddisfazioni impagabili. Siamo cresciute come persone, ci siamo evolute come musiciste, abbiamo intrapreso una collaborazione fruttuosa con un management e abbiamo conosciuto delle realtà nuove. Abbiamo ancora fame, nonostante tutto? Assolutamente sì!

Cosa invece riserverà il 2023 come band:Quest’anno è cominciato col botto: release party del nuovo EP, primi concerti fuori regione e un’apertura importante agli Eyes Set To Kill. Siamo ancora elettrizzate! E non vediamo l’ora di cimentarci nella scrittura di nuovi pezzi (spoiler: alcuni sono già in cantiere!) e di continuare a girare per l’Italia.

Vi ritenete più a vostro agio in studio o su un palco?Questa è una domanda difficile a cui rispondere. Sicuramente si tratta di due situazioni molto piacevoli ma, a loro modo, diverse e che portano con sé un flow di emozioni completamente diverso. L’esperienza in studio è formativa, intensa e richiede molta pratica e concentrazione. L’esperienza live ha sicuramente a che fare con tutti i punti citati in precedenza, ma con una dose adrenalinica in più, alimentata dalla presenza del pubblico e da una componente “fisica” (il famoso fenomeno del “saper tenere il palco”).

Meglio la libertà offerta dal DIY o avere al seguito una label/management in supporto?Sicuramente far parte del roster di un management comporta una serie di vincoli e detta le deadline dell’attività artistica della band; d’altra parte consente di approcciare il progetto in modo molto più completo e professionale. Nel nostro caso specifico, abbiamo iniziato con il classico “do it yourself” cercando di farlo nella maniera più seria possibile, poi però ci siamo rese conto che per ottenere i migliori risultati è necessario investire risorse e affidarsi a esperti del settore. Sta alla singola band trovare un management che più si adatta al suo modo di essere, e che possa aiutarla a esprimere al meglio il proprio potenziale senza snaturarla. Questo ad esempio è quello che è accaduto a noi con Superbia Music!

Un obiettivo per il 2023 e il sogno nel cassetto nel breve/medio termine:Sicuramente dare continuità ai progressi fatti fino ad ora e proseguire nella scrittura di nuovi brani, con la speranza di poter, finalmente, prendere parte ad un festival di grossa portata!

WEBSITE
www.facebook.com/Pandoreaband

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